Capitolo 23 Credere di credere

Articolo originale
Eliezer Yudkowsky

“E Janet era una Maganò”, disse il ritratto di una donna bassa con un cappello bordato d’oro.
Draco se l’appuntò. Erano solo ventotto, ma era il momento di tornare indietro e riunirsi a Harry.
Aveva avuto bisogno di chiedere ad altri ritratti di aiutarlo a tradurre, l’inglese era cambiato molto, ma i ritratti più antichi avevano descritto magie del primo anno che sembravano dannatamente simili a quelle che avevano oggi. Draco aveva riconosciuto circa la metà di esse e l’altra metà non sembrava affatto più potente.
La sensazione di nausea allo stomaco era cresciuta con ogni risposta fino a quando finalmente, incapace di sopportarla oltre, se n’era andato via a porre ad altri ritratti la strana domanda di Harry Potter sui matrimoni tra Maghinò, piuttosto. I primi cinque ritratti non conoscevano nessuno e alla fine aveva chiesto a quei ritratti di chiedere ai loro conoscenti di chiedere ai loro conoscenti e così era riuscito a trovare alcune persone che avevano effettivamente ammesso di essere amici di Maghinò.
(Il Serpeverde del primo anno aveva spiegato che stava lavorando a un importante progetto con un Corvonero e che il Corvonero gli aveva detto che avevano bisogno di quelle informazioni e poi era scappato via senza dire perché. Questo gli aveva guadagnato molti sguardi di solidarietà.)
I piedi di Draco erano pesanti mentre camminava per i corridoi di Hogwarts. Avrebbe dovuto correre ma non sembrava in grado di raccogliere le energie. Continuava a pensare che non voleva sapere nulla di tutto ciò, non voleva essere coinvolto in niente di tutto questo, non voleva fosse responsabilità sua, voleva lasciare che lo facesse Harry Potter, se la magia si stava spegnendo lasciare che se ne occupasse Harry Potter…
Ma Draco sapeva che non era giusto.
I freddi sotterranei di Serpeverde, le grigie mura di pietra, di solito a Draco piaceva l’atmosfera, ma ora sembrava troppo simile allo sbiadire.
La sua mano sulla maniglia della porta, Harry Potter già dentro e in attesa, con indosso il mantello col cappuccio.
“Gli antichi incantesimi del primo anno”, disse Harry Potter. “Che cosa hai scoperto?”
“Non sono più potenti delle magie che usiamo ora.”
Il pugno di Harry Potter colpì la scrivania, duramente. “Dannazione. D’accordo. Il mio esperimento è stato un fallimento, Draco. C’è una cosa chiamata Interdetto di Merlino –”
Draco si colpì in fronte, ricordando.
“– che impedisce a chiunque di ottenere informazioni sugli incantesimi potenti dai libri, anche se trovassi e leggessi le note di un mago potente, non avrebbero senso per te, devono passare da una mente vivente a un’altra. Non riuscivo a trovare nessun potente incantesimo di cui avessimo le istruzioni ma che non potessimo lanciare. Ma se non è possibile leggerli nei vecchi libri, perché qualcuno dovrebbe preoccuparsi di tramandarli oralmente dopo che hanno smesso di funzionare? Hai ottenuto le informazioni relative alle coppie di Maghinò?”
Draco fece il gesto di consegnargli la pergamena –
Ma Harry Potter alzò una mano. “Legge della scienza, Draco. Prima ti dico la teoria e la previsione. Poi mi fai vedere i dati. In questo modo sai che non sto semplicemente inventandomi una teoria che si adatti; sai che la teoria effettivamente ha previsto i dati in anticipo. Te la devo spiegare comunque, quindi devo spiegartela prima che mi mostri i dati. Questa è la regola. Quindi indossa il tuo mantello e sediamoci”.
Harry Potter si sedette a una scrivania con frammenti di carta disposti su tutta la superficie. Draco tirò fuori il mantello dalla sua borsa dei libri, lo indossò, e sedette dall’altro lato di fronte a Harry, osservando perplesso i pezzetti di carta. Erano disposti in due file e le file erano lunghe una ventina di pezzetti.
“Il segreto del sangue”, disse Harry Potter, un’espressione intensa sul suo volto, “è una cosa chiamata acido desossiribonucleico. Non devi usare quel nome di fronte a qualcuno che non sia uno scienziato. L’acido desossiribonucleico è la ricetta che dice al corpo come crescere, due gambe, due braccia, basso o alto, con gli occhi marroni o verdi. È una cosa materiale, la puoi vedere se disponi di microscopi, che sono come telescopi solo che guardare le cose molto piccole, invece che molto lontane. E quella ricetta ha due copie di tutto, sempre, nel caso in cui una copia sia danneggiata. Immagina due lunghe file di pezzi di carta. In ogni posizione della fila, ci sono due pezzi di carta, e quando hai dei figli, il tuo corpo sceglie un pezzo di carta a caso da ciascuna posizione nella fila, e il corpo della madre farà lo stesso, e così anche il bambino avrà due pezzi di carta in ogni posizione della fila. Due copie di tutto, una da tua madre, una da tuo padre, e quando hai dei figli, ricevono un pezzo di carta da te a caso in ogni posizione”.
Mentre Harry parlava, le sue dita si muovevano sui ritagli di carta accoppiati, puntando a un elemento della coppia quando disse “da tua madre”, all’altro quando disse “da tuo padre”. E quando Harry parlò di prendere un pezzo di carta a caso, la sua mano tirò fuori uno zellino dalle sue vesti e lo lanciò; Harry guardò la moneta, e poi indicò il pezzo di carta superiore. Il tutto senza una pausa nel discorso.
“Ora, quando si tratta di qualcosa come essere basso o alto, ci sono molte posizioni nella ricetta che causano piccole differenze. Quindi, se un padre alto sposa una madre bassa, il bambino riceverà alcuni pezzi di carta che dicono `alto’ e alcuni pezzi di carta che dicono `basso’, e di solito il bambino viene fuori di altezza media. Ma non sempre. Per caso, il bambino potrebbe ricevere molti pezzi che dicono `alto’, e non molti frammenti che dicono `basso’, e diventare piuttosto alto. Potresti avere un padre alto con cinque frammenti che dicono `alto’ e una madre alta con cinque pezzi che dicono `alto’ e per una coincidenza sorprendente il bambino riceve tutti e dieci i pezzi che dicono `alto’ e viene fuori più alto di entrambi. Capisci? Il sangue non è un fluido perfetto, non si mescola perfettamente. L’acido desossiribonucleico è costituito da tante piccole parti, come un bicchiere di ciottoli invece di un bicchiere d’acqua. Ecco perché un bambino non è sempre esattamente una media dei genitori.”
Draco ascoltava con la bocca aperta. Come avevano fatto in nome di Merlino i Babbani a capire tutto questo? Potevano vedere la ricetta?
“Ora”, disse Harry Potter, “supponiamo che, proprio come con la statura, ci siano molti piccoli posti nella ricetta dove si può avere un pezzo di carta che dice `magico’ o `non magico’. Se hai abbastanza pezzi di carta che dicono `magico’ sei un mago, se hai molti pezzi di carta sei un mago potente, se ne hai troppo pochi sei un Babbano, e nel mezzo un Magonò. Poi, quando due Maghinò si sposano, la maggior parte delle volte i figli dovrebbero essere anche loro Maghinò, ma una volta ogni tanto un figlio è fortunato e ottiene la maggior parte delle carte magiche del padre e la maggior parte delle carte magiche della madre, ed è abbastanza forte da essere un mago. Ma probabilmente uno non molto potente. Se iniziassi con molti maghi potenti e questi si sposassero solo tra di loro, resterebbero potenti. Ma se iniziassero a sposare Nati babbani che fossero appena magici, o Maghinò… capisci? Il sangue non si mescolerebbe perfettamente, sarebbe un bicchiere di ciottoli, non un bicchiere d’acqua, perché questo è proprio il modo in cui funziona il sangue. Ci sarebbero ancora maghi potenti di tanto in tanto, quando per caso ottenessero molte carte magiche. Ma non sarebbero così potenti come i più potenti maghi del passato”.
Draco annuì lentamente. Non l’aveva mai sentito spiegare così prima. C’era una bellezza sorprendente in come funzionava in dettaglio.
Ma”, disse Harry. “Questa è solo una ipotesi. Supponiamo che invece ci sia solo un punto della ricetta che fa di te un mago. Solo un posto in cui un pezzo di carta può dire `magico’ o `non magico’. E ci sono due copie di tutto, sempre. Allora ci sono solo tre possibilità. Entrambe le copie dicono `magico’. Una copia dice `magico’ e una copia dice `non magico’. O entrambe le copie dicono `non magico’. Maghi, Maghinò e Babbani. I Nati babbani non sarebbe davvero nati da Babbani, sarebbero nati da due Maghinò, due genitori ciascuno con una copia magica che fossero cresciuti nel mondo babbano. Ora immagina che una strega sposi un Magonò. Ogni bambino riceverà una carta che dice `magico’ dalla madre, sempre, non importa quale pezzo venga scelta a caso, entrambi dicono `magico’. Ma come quando si lancia una moneta, la metà delle volte il bambino avrà una carta che dice `magico’ dal padre, e la metà delle volte il bambino otterrà la carta del padre che dice `non magico’. Quando una strega sposa un Magonò, il risultato non saranno dei figli maghi molto deboli. La metà dei figli saranno maghi e streghe tanto potenti quanto la loro madre, e la metà dei figli saranno Maghinò. Perché se c’è solo un posto nella ricetta che fa di te un mago, allora la magia non è come un bicchiere di ciottoli che possono mescolarsi. È come un unico sassolino magico, una pietra dello stregone”.
Harry dispose tre coppie di fogli fianco a fianco. Su un paio scrisse `magico’ e `magico’. Su un altro paio scrisse `magico’ solo sulla carta superiore. E la terza coppia la lasciò bianca.
“In questo caso”, disse Harry, «o hai due pietre o non ce le hai. O sei un mago o non lo sei. I maghi potenti diventerebbero tali studiando duramente e esercitandosi di più. E se i maghi stanno diventando intrinsecamente meno potenti, non a causa della perdita degli incantesimi, ma perché le persone non possono lanciarli… allora forse stanno mangiando i cibi sbagliati o qualcosa del genere. Ma se è andata costantemente peggio da oltre 800 anni, allora questo potrebbe significare che la magia sta scomparendo dal mondo”.
Harry dispose altre due coppie di pezzi di carta l’uno a fianco dell’altro, e prese la sua penna. Poco dopo ciascuna coppia aveva un pezzo di carta che diceva `magico’ e l’altro bianco.
«E questo mi porta alla previsione”, disse Harry. “Cosa succede quando due Maghinò si sposano. Lancia una moneta due volte. Può venire testa e testa, testa e croce, croce e testa, o croce e croce. Quindi, un quarto delle volte avremo due teste, un quarto delle volte avremo due croci, e la metà delle volte avremo una testa e una croce. Stessa cosa se due Maghinò si sposassero. Un quarto dei figli riceverebbero magico e magico, e sarebbero maghi. Un quarto riceverebbero non-magico e non-magico, e sarebbero Babbani. L’altra metà sarebbero Maghinò. È uno schema molto antico e classico. Fu individuato dall’indimenticato Gregor Mendel, e fu il primo indizio mai scoperto su come funzionasse la ricetta. Chiunque sappia qualcosa di scienza del sangue riconoscerebbe quello schema in un istante. Può non essere esatto, non più di quanto lo sia lanciare una moneta due volte per quaranta volte e ottenere sempre esattamente dieci coppie di due teste. Ma se si trattasse di sette o tredici maghi su quaranta figli, quello sarebbe un indizio forte. Questa è la prova che ti ho fatto fare. Ora vediamo i tuoi dati”.
E prima che Draco potesse anche solo pensare, Harry Potter aveva preso la pergamena dalle sue mani.
La gola di Draco era molto asciutta.
Ventotto bambini.
Non era sicuro del numero esatto, ma era abbastanza sicuro circa un quarto fossero stati maghi.
“Sei maghi su ventotto bambini”, Harry Potter disse dopo un momento. “Beh, è così, dunque. E quelli del primo anno lanciavano gli stessi incantesimi allo stesso livello di potenza otto secoli fa, inoltre. Il tuo test e il mio test hanno dato lo stesso risultato”.
Ci fu un lungo silenzio nell’aula.
“E adesso?” sussurrò Draco.
Non era mai stato così terrorizzato.
“Non è ancora detto”, dichiarò Harry Potter. “Il mio esperimento è fallito, ricordi? Ho bisogno che tu progetti un altro esperimento, Draco”.
“Io, io…” balbettò Draco. La sua voce stava per rompersi dall’emozione. “Non posso farlo Harry, è troppo per me”.
Sguardo di Harry era feroce. “Sì, puoi farlo, perché devi. Ci ho pensato anch’io, dopo aver scoperto l’Interdetto di Merlino. Draco, c’è qualche modo di misurare direttamente la forza della magia? Un modo che non abbia nulla a che fare con il sangue dei maghi o gli incantesimi che impariamo?”
La mente di Draco era completamente svuotata.
“Tutto ciò che ha un effetto sulla magia ha un effetto sui maghi”, disse Harry. “Ma allora non possiamo dire se sono i maghi o la magia. Cos’è che la magia influenza e che non è un mago?”
“Le creature magiche, ovviamente”, disse Draco senza nemmeno pensarci.
Harry Potter sorrise lentamente. “Draco, è brillante”.
È il genere di domanda stupida che faresti solo se fossi stato allevato da Babbani, tanto per cominciare.
Poi la nausea allo stomaco di Draco peggiorò, quando si rese conto che cosa avrebbe significato se le creature magiche stessero diventando più deboli. Allora avrebbero saputo con certezza che la magia stava svanendo, e c’era una parte di Draco che era già sicura che sarebbe stato esattamente quello che avrebbero scoperto. Non voleva vederlo, non voleva saperlo…
Harry Potter era già a metà strada verso la porta. “Forza, Draco! C’è un ritratto non lontano da qui, dobbiamo solo chiedergli di andare a cercare qualcuno molto vecchio e lo scopriremo subito! Abbiamo i cappucci, se qualcuno ci vedesse potremmo semplicemente scappare! Andiamo!”

Non ci volle molto.
Era un grande ritratto, ma sembrava che le tre persone al suo interno stessero piuttosto strette. C’era un uomo di mezza età del xii secolo, vestito con fasce di stoffa nera; il quale parlava con una giovane donna dall’aria triste del xiv secolo, con i capelli che sembravano costantemente drizzati sulla sua testa, come se fossero stati caricati dall’elettricità statica di un incantesimo; e lei parlava con un dignitoso e avvizzito vecchio del xvii secolo, con un papillon d’oro puro; e lui lo potevano capire.
Avevano chiesto dei Dissennatori.
Avevano chiesto delle fenici.
Avevano chiesto di draghi e troll ed elfi domestici.
Harry si era accigliato, aveva sottolineato che le creature che avevano bisogno di più magia potevano semplicemente stare scomparendo del tutto, e aveva chiesto quali fossero le più potenti creature magiche note.
Non c’era nulla di sconosciuto sulla lista, tranne che per una specie di creatura Oscura chiamata mind flayer che, annotò il traduttore, era stata infine sterminata da Harold Shea, e quelli non sembravano spaventosi neppure la metà di un Dissennatore.
Le creature magiche erano potenti ora tanto quanto lo erano sempre state, a quanto pareva.
La nausea allo stomaco di Draco stava diminuendo, e ora si sentiva solo confuso.
“Harry”, disse Draco mentre il vecchio stava traducendo un elenco di tutti gli undici poteri degli occhi di un beholder, “che cosa significa questo?”
Harry alzò un dito e il vecchio terminò la lista.
Poi Harry ringraziò tutti i ritratti per l’aiuto – Draco, praticamente in automatico, fece la stessa cosa e con più grazia – e si diressero verso l’aula.
E Harry tirò fuori la pergamena originaria con le ipotesi, e iniziò a scribacchiare.
Osservazione:
La stregoneria non è così potente oggi quanto lo era quando Hogwarts è stata fondata.
Ipotesi:
1. La magia stessa sta svanendo.
2. I maghi si stanno incrociando con Nati babbani e Maghinò.
3. La conoscenza necessaria a lanciare incantesimi potenti si sta perdendo.
4. I maghi stanno mangiando i cibi sbagliati da bambini, o qualcos’altro oltre al sangue li sta facendo crescere più deboli.
5. La tecnologia babbana sta interferendo con la magia. (Da 800 anni fa?)
6. I maghi più forti hanno meno figli. (Draco = figlio unico? Controlla se 3 maghi potenti, Quirrell / Silente / Signore Oscuro, avevano figli.)
Test:
A. Ci sono incantesimi che conosciamo ma non possiamo lanciare (1 o 2) o le magie perdute non sono più note (3)? Risultato: inconcludente a causa dell’Interdetto di Merlino. Non sono noti incantesimi non più lanciabili, ma potrebbero semplicemente non essere stati tramandati.
B. Gli studenti del primo anno del passato lanciavano lo stesso genere di incantesimi, con la stessa potenza, di oggi? (Prova debole in favore di 1 piuttosto che 2, ma anche il sangue potrebbe causare la perdita delle sole magie potenti.) Risultato: stesso livello degli incantesimi del primo anno di oggi.
C. Test ulteriore che distingue tra 1 e 2 usando la conoscenza scientifica del sangue, lo spiegherò dopo. Risultato: c’è un solo luogo nella ricetta che fa di te un mago, e o hai due pezzi di carta che dicono `magico’ o non ce li hai.
D. Le creature magiche stanno perdendo i loro poteri? Distingue 1 da (2 o 3). Risultato: le creature magiche sembrano essere potenti tanto quanto lo erano prima.
“A ha fallito”, disse Harry Potter. “B è una prova debole in favore di 1 su 2. C falsifica 2. D falsifica 1. 4 era improbabile e anche B è contro 4. 5 era improbabile e D va contro di essa. 6 è falsificata insieme a 2. Il che lascia solo 3. Interdetto di Merlino o no, non ho realmente trovato qualunque incantesimo conosciuto che non possa essere lanciato. Quindi, quando metti tutto insieme, sembra che la conoscenza stia andando perduta”.
E la trappola si chiuse di scatto.
Non appena il panico scomparve, non appena Draco capì che la magia non stava svanendo, ci vollero cinque interi secondi per comprendere.
Draco si spinse lontano dalla scrivania e si alzò in piedi con tale forza che la sua sedia scivolò con un rumore raschiante sul pavimento e cadde.
“Così è stato tutto solo uno stupido scherzo, allora.”
Harry Potter lo fissò per un momento, ancora seduto. Quando parlò, la sua voce era tranquilla. “È stata una prova onesta, Draco. Se avesse dato un risultato diverso, l’avrei accettato. Non è qualcosa in cui imbroglierei. Mai. Non ho guardato i tuoi dati prima di fare le mie previsioni. Ti ho avvisato subito quando l’Interdetto di Merlino ha invalidato il primo esperimento –”
“Oh”, disse Draco, la rabbia che cominciava a sentirsi nella sua voce, “non sapevi come sarebbe andata a finire?”
“Non sapevo nulla che tu non sapessi”, disse Harry, ancora calmo. “Ammetto che sospettavo. Hermione Granger era troppo potente, avrebbe dovuto essere a malapena magica e non lo era, come poteva una Nata babbana essere il miglior mago di Hogwarts? E sta anche ricevendo i voti migliori nei compiti, è una coincidenza troppo grande che la stessa ragazza sia la più forte magicamente e accademicamente, a meno che non ci sia una singola causa. L’esistenza di Hermione Granger suggeriva che ci fosse solo una cosa che ti rende un mago, qualcosa che hai o che non hai, e che le differenze di forza derivano da quanto sappiamo e da quanto ci alleniamo. E non c’erano corsi differenti per purosangue e Nati babbani, e così via. C’erano troppi modi in cui il mondo non sarebbe stato nel modo in cui era se tu avessi avuto ragione. Ma Draco, non ho visto nulla che non potessi vedere anche tu. Non ho eseguito alcuna prova di cui non ti abbia parlato. Non ho imbrogliato, Draco. Volevo che noi trovassimo la risposta insieme. E non ho mai pensato che la magia potesse stare svanendo dal mondo fino a quando non l’hai detto tu. È stata un’idea spaventosa anche per me”.
“Quello che è”, disse Draco. Stava impegnandosi molto duramente a controllare la propria voce e non urlare contro Harry. “Tu affermi che non hai intenzione di andartene in giro a dire a chiunque di tutto ciò”.
“Non senza consultare te prima”, disse Harry. Aprì le mani in un gesto di supplica. “Draco, cerco di essere gentile per quanto possibile, ma il mondo si è semplicemente rivelato non essere in quel modo”.
“Bene. Allora tu e io abbiamo finito. Me ne andrò e dimenticherò tutto quello che è accaduto.”
Draco si voltò di scatto, sentendo una sensazione di bruciore in gola, la sensazione del tradimento, e fu allora che si rese conto che in realtà Harry Potter gli era piaciuto, e quel pensiero non lo rallentò per un momento mentre si diresse verso la porta dell’aula.
E la voce di Harry Potter giunse, ora più forte, e preoccupata:
“Draco… non puoi dimenticare. Non lo capisci? Quello era il tuo sacrificio.”
Draco si fermò a metà strada e si voltò. “Di che cosa stai parlando?”
Ma c’era già il gelo lungo la schiena di Draco.
Egli sapeva anche prima che Harry Potter lo dicesse.
“Del diventare uno scienziato. Hai messo in dubbio una delle tue convinzioni, non una piccola convinzione, ma qualcosa che aveva un grande significato per te. Hai fatto gli esperimenti, hai raccolto i dati, e il risultato ha dimostrato che la tua convinzione era sbagliata. Hai visto i risultati e hai capito cosa volevano dire”. La voce di Harry Potter stava vacillando. “Ricorda, Draco, non puoi sacrificare una vera convinzione in quel modo, perché gli esperimenti la confermeranno invece di falsificarla. Il tuo sacrificio per diventare uno scienziato è stata la tua falsa convinzione che il sangue dei maghi si stava mescolando e diventando sempre più debole”.
Non è vero!” disse Draco. “Non ho sacrificato la convinzione. Ci credo ancora!” La sua voce era sempre più forte, e il gelo stava peggiorando.
Harry Potter scosse la testa. La sua voce uscì in un sussurro. “Draco… Mi dispiace, Draco, tu non ci credi, non più”. La voce di Harry si alzò di nuovo. “Te lo dimostrerò. Immagina che qualcuno ti dica che ha un drago in casa sua. Dici loro che vuoi vederlo. Rispondono che è un drago invisibile. Dici bene, lo ascolterò muoversi. Rispondono che è un drago inudibile. Dici che getterai un po’ di farina per aria e vedrai la sagoma del drago. Rispondono che il drago è permeabile alla farina. E la cosa significativa è che quelle persone sanno, in anticipo, esattamente quali risultati sperimentali dovranno spiegare. Sanno che tutto andrà come se il drago non ci fosse, sanno in anticipo quali scuse dovranno fornire. Quindi forse dicono che ci sia un drago. Forse credono di credere che ci sia un drago, si chiama credere-di-credere. Ma non ci credono realmente. Puoi sbagliarti a proposito di ciò in cui credi, la maggior parte delle persone non si rende conto che c’è una differenza tra credere in qualcosa e pensare che sia giusto crederci”. Harry Potter si era ora alzato dalla scrivania, e aveva fatto qualche passo verso Draco. “E Draco, non credi più al purismo del sangue, ti dimostrerò che non ci credi. Se il purismo del sangue è vero, allora Hermione Granger non è comprensibile, quindi cosa potrebbe spiegarla? Forse è un’orfana di maghi allevata da Babbani, proprio come me? Potrei andare da Granger e chiederle di vedere le foto dei suoi genitori, per vedere se gli assomiglia. Ti aspetteresti che fosse diversa? Dovremmo eseguire questa prova?”
“L’avranno messa con i suoi parenti”, disse Draco, con voce tremante. “Si somiglieranno lo stesso”.
“Vedi. Sai già quale risultato dell’esperimento dovrai spiegare. Se credessi ancora nel purismo del sangue diresti, certo, andiamo a dare un’occhiata, scommetto che non somiglierà ai suoi genitori, è troppo potente per essere una vera Nata babbana –”
L’avranno messa con i suoi parenti!”
“Gli scienziati possono fare degli esami per verificare con certezza se qualcuno è il vero figlio di suo padre. Granger probabilmente accetterebbe di farlo se pagassi abbastanza la sua famiglia. Lei non avrebbe paura dei risultati. Quindi, che cosa ti aspetti che dica il test? Dimmi di farlo e lo faremo. Ma sai già che cosa dirà il test. Lo saprai per sempre. Non sarai mai in grado di dimenticarlo. Potresti voler credere nel purismo del sangue, ma ti aspetterai sempre di veder accadere esattamente ciò che accadrebbe se ci fosse solo una cosa che facesse di te un mago. Quello era il tuo sacrificio per diventare uno scienziato.”
Il respiro di Draco era irregolare. “Ti rendi conto di quello che hai fatto?” Draco balzò in avanti e afferrò Harry per il colletto del suo abito. La sua voce divenne un urlo, sembrò insopportabilmente alta nell’aula chiusa e nel silenzio. “Ti rendi conto di quello che hai fatto?
La voce di Harry era scossa. “Avevi una convinzione. La convinzione era falsa. Ti ho aiutato a capirlo. Ciò che è vero è già così, ammetterlo non peggiora le cose –”
Le dita della mano destra di Draco si serrarono in un pugno e quella mano scese giù e inarrestabile esplose verso l’alto e colpì Harry Potter alla mascella così forte che il suo corpo andò a schiantarsi su di un banco e poi a terra.
Idiota!” urlò Draco. “Idiota! Idiota!
“Draco”, sussurrò Harry da terra, “Draco, mi dispiace, non pensavo che sarebbe successo prima di qualche mese, non mi aspettavo che aprissi gli occhi come scienziato così in fretta, pensavo che avrei avuto più tempo per prepararti, per insegnarti le tecniche che rendono meno doloroso ammettere che ti sbagli –”
“E mio Padre?” disse Draco. La sua voce tremava dalla rabbia. “Avevi intenzione preparare anche lui o semplicemente non ti importava cosa sarebbe successo dopo?”
«Non puoi dirlo a lui!” disse Harry, alzando la voce per la preoccupazione. “Non è uno scienziato! Hai promesso, Draco!”
Per un momento il pensiero che suo Padre non sapesse giunse come un sollievo.
E poi la rabbia autentica cominciò a montare.
“Così avevi previsto che gli mentissi e gli dicessi che ci credo ancora”, disse Draco, con voce tremante. “Dovrò sempre mentirgli, e ora quando sarò grande non potrò essere un Mangiamorte, e non sarò nemmeno in grado di dirgli perché no”.
“Se tuo padre ti ama davvero”, sussurrò Harry da terra, “ti amerà ancora anche se non diventerai un Mangiamorte, e sembra che tuo padre ti ami davvero, Draco –”
“Il tuo patrigno è uno scienziato”, disse Draco. Le parole gli uscirono acuminate come coltelli. “Se tu non diventassi uno scienziato, ti amerebbe ancora. Ma saresti un po’ meno speciale per lui”.
Harry sussultò. Il ragazzo aprì la bocca, come per dire `mi dispiace’, e poi la chiuse, apparentemente ripensandoci, il che fu o molto intelligente o molto fortunato, perché Draco avrebbe potuto tentare di ucciderlo.
«Avresti dovuto avvertirmi», disse Draco. La sua voce si alzò. «Avresti dovuto avvertimi!
“L’ho… l’ho fatto… ogni volta che ho parlato del potere, ti ho parlato del suo prezzo. Ho detto, dovrai ammettere di sbagliarti. Ho detto che sarebbe stato il percorso più difficile per te. Che questo era il sacrificio che chiunque deve fare per diventare uno scienziato. Ho detto, che succederebbe se l’esperimento dicesse una cosa e la tua famiglia e gli amici ne dicessero un’altra –”
“Tu lo chiami un avvertimento?” Draco stava urlando, ora. “Tu lo chiami un avvertimento? Quando stiamo facendo un rituale che richiede un sacrificio permanente?
“Io… io…” Il ragazzo sul pavimento deglutì. “Forse non era chiaro. Mi dispiace. Ma ciò che può essere distrutto dalla verità dovrebbe esserlo”.
Colpirlo non era abbastanza.
“Su di una cosa ti sbagli”, disse Draco, con una voce fatale. “Granger non è lo studente più forte di Hogwarts. Lei è solo quella che prende i voti migliori a lezione. Stai per scoprire la differenza”.
Un shock improvviso apparve sul viso di Harry, che cercò di rotolare rapidamente in piedi –
Era già troppo tardi per lui.
Expelliarmus!
La bacchetta di Harry volò attraverso la stanza.
Gom jabbar!
Un impulso di oscurità colpì la mano sinistra di Harry.
“Questo è un incantesimo di tortura”, disse Draco. “Serve a strappare informazioni alle persone. Lo lascerò su di te e chiuderò la porta dietro di me quando me ne andrò. Forse imposterò l’incantesimo di chiusura in modo da svanire dopo alcune ore. Forse non svanirà prima che tu muoia qui dentro. Divertiti”.
Draco scivolò agilmente all’indietro, la bacchetta ancora puntata su Harry. La mano di Draco scese a prendere la sua borsa dei libri, senza che la sua mira vacillasse.
La sofferenza stava già comparendo sul volto di Harry Potter mentre parlò. “I Malfoy sono al di sopra delle legge sulla magia per i minori, dico bene? Non è perché il tuo sangue è più forte. È perché ti sei già allenato. All’inizio eri debole tanto quanto ognuno di noi. La mia predizione è sbagliata?”
La mano di Draco che reggeva la bacchetta divenne pallida, ma la sua mira restò stabile.
“Solo affinché tu lo sappia”, disse Harry tra i denti stretti, “se mi avessi detto che avevo torto, ti sarei stato ad ascoltare. Io non torturerei mai te quando mi mostrassi che ho torto. E anche tu lo farai. Un giorno. Ormai hai aperto gli occhi come scienziato, ora, e anche se non imparerai mai a usare il tuo potere, sarai sempre”, Harry rantolò, “in cerca, di modi, per mettere alla prova, le tue convinzioni –”
Il movimento all’indietro di Draco fu meno agile, allora, e un po’ più veloce, e dovette impegnarsi per tenere la bacchetta su Harry mentre allungava la mano all’indietro per aprire la porta e uscire dall’aula.
Poi Draco richiuse la porta.
Lanciò l’Incantesimo di chiusura più potente che conosceva
Draco attese di sentire il primo urlo di Harry prima di lanciare il Quietus.
E poi se ne andò.

Aaahhhhh! Finite Incantatem! Aaaahhh!
La mano di Harry era stata messa in una pentola di olio bollente e lasciata lì. Ci aveva messo tutte le sue forze in quel Finite Incantatem e ancora non funzionava.
Alcune fatture richiedevano antidoti specifici o non saresti stato in grado di annullarle, o forse era soltanto che Draco era molto più forte.
Aaaaahhhh!
La mano di Harry cominciava a fargli davvero male, ora, e quello interferiva con i suoi tentativi di pensare in maniera creativa.
Ma pochi urli dopo, Harry comprese quello che doveva fare.
La sua borsa, sfortunatamente, era dal lato sbagliato del suo corpo, e ci vollero un po’ di contorsioni per raggiungerla, specie mentre il suo altro braccio si agitava di riflesso, nel tentativo inarrestabile di scagliare lontano la fonte del dolore. Quando finalmente ci riuscì, l’altro braccio era riuscito a gettar via la sua bacchetta ancora una volta.
“Kit ahhhhh medico! Kit medico!”
Sul pavimento, la luce verde era troppo fioca per poter vedere.
Harry non era in grado di alzarsi in piedi. Non era in grado di strisciare. Rotolò sul pavimento fino al punto dove pensava che fosse la sua bacchetta, e non c’era, e con l’unica mano riuscì a sollevarsi abbastanza in alto per vederla, e rotolò lì, e recuperò la bacchetta, e rotolò nuovamente indietro al punto in cui il kit medico era rimasto aperto. Aveva emesso un discreto numero di urli, e vomitato un po’.
Gli ci vollero otto tentativi prima di riuscire a lanciare un Lumos.
E poi, beh, la confezione non era stata pensata per essere aperta con una sola mano, perché tutti i maghi erano idioti, ecco perché. Harry dovette usare i denti e dunque ci volle un po’ prima che riuscisse ad avvolgere il Telo Intorpidente sulla mano sinistra.
Quando ogni sensibilità alla mano sinistra fu infine scomparsa, Harry permise alla sua mente di andare in pezzi, e giacque immobile sul pavimento, piangendo per un po’.
Bene, la mente di Harry chiese silenziosamente a sé stessa, quando ebbe recuperato a sufficienza da poter pensare nuovamente sotto forma di parole. Ne è valsa la pena?
Lentamente, la mano funzionale di Harry si allungò fino a un banco.
Harry si tirò in piedi.
Inspirò profondamente.
Espirò.
Sorrise.
Non era un granché come sorriso, ciononostante era un sorriso.
Grazie, professor Quirrell, senza di lei non sarei stato capace di perdere.
Non aveva ancora redento Draco, neppure lontanamente. Contrariamente a quanto Draco stesso potesse ora credere, era ancora il figlio di un Mangiamorte, in tutto e per tutto. Ancora un ragazzo che era cresciuto pensando che uno “stupro” fosse qualcosa che facessero i ragazzi più grandi e fighi. Ma era un grande inizio.
Harry non poteva sostenere che tutto fosse andato come previsto. Tutto era andato come completamente improvvisato sul momento. Il piano non aveva previsto che accadesse prima di dicembre o giù di lì, dopo che Harry avesse insegnato a Draco le tecniche per non negare l’evidenza quando l’avesse vista.
Ma aveva notato l’espressione di terrore sul volto di Draco, aveva compreso che Draco stava già prendendo in seria considerazione un’altra ipotesi, e aveva colto l’occasione. Un singolo caso di vera curiosità aveva lo steso potere di redenzione nella razionalità che un singolo caso di vero amore aveva nei film.
Ripensandoci, Harry si era dato ore per fare la più importante scoperta nella storia della magia, e mesi per penetrare le barriere mentali immature di un undicenne. Questo poteva indicare che Harry avesse qualche tipo di seria carenza cognitiva rispetto al compito di stimare i tempi di completamento.
Sarebbe andato all’Inferno della Scienza per ciò che aveva fatto? Harry non ne era sicuro. Aveva pianificato di mantenere la mente di Draco concentrata sulla possibilità che la magia stesse svanendo, di assicurarsi che Draco eseguisse quelle parti dell’esperimento che sembrassero puntare inizialmente in quella direzione. Aveva atteso fino a quando non aveva terminato di spiegare la genetica per imbeccare Draco e farlo pensare alle creature magiche (sebbene Harry avesse pensato in termini di artefatti antichi come il Cappello Smistatore, che nessuno poteva più duplicare, ma che continuava a funzionare). Ma Harry non aveva ingigantito alcuna prova, non aveva travisato il significato di nessun risultato. Quando l’Interdetto di Merlino aveva invalidato il test che sarebbe dovuto essere decisivo, l’aveva detto subito a Draco.
E poi c’era stata la parte successiva
Ma non aveva davvero mentito a Draco. Draco ci aveva creduto, e quello l’avrebbe reso vero.
Il finale, in effetti, non era stato divertente.
Harry si voltò, barcollando verso la porta.
Era giunto il momento di mettere alla prova l’incantesimo di chiusura di Draco.
Il primo passo era quello di provare semplicemente a girare la maniglia. Draco avrebbe potuto bluffare.
Draco non aveva bluffato.
Finite Incantatem”. La voce di Harry venne fuori piuttosto rauca, e poté sentire che l’incantesimo non si era innescato.
Quindi Harry provò ancora, e questa volta sembrò effettivo. Ma un’altra torsione della maniglia mostrò che non aveva funzionato. Nessuna sorpresa.
Era giunto il momento di usare le armi pesanti. Harry prese un respiro profondo. Questo incantesimo era uno dei più potenti che avesse imparato finora.
Alohomora!
Harry vacillò un po’ dopo averlo detto.
E la porta della classe continuò a non aprirsi.
Il che sconvolse Harry. Non aveva avuto intenzione di avvicinarsi minimamente al corridoio proibito di Silente, ovviamente. Ma un incantesimo per aprire le serrature magiche era sembrato un tipo di incantesimo utile in ogni caso, e così Harry l’aveva imparato. Il corridoio proibito di Silente aveva forse lo scopo di attirare le persone così stupide da non notare che la sua protezione era peggiore di quella che avrebbe potuto metterci Draco Malfoy?
La paura si stava insinuando nuovamente nel sistema di Harry. Il cartellino nel kit medico aveva detto che il Telo Intorpidente poteva essere utilizzato in sicurezza per un massimo di 30 minuti. Dopo di che si sarebbe staccato spontaneamente, e non essere riutilizzabile per 24 ore. In quel momento erano le 18:51. Aveva indossato il Telo Intorpidente circa cinque minuti prima.
Così Harry fece un passo indietro, ed esaminò la porta. Era un pannello di solido legno di quercia scuro, interrotto solo dalla maniglia di metallo color ottone.
Harry non conosceva alcun incantesimo dall’effetto esplosivo, trinciante e contundente, e Trasfigurare un esplosivo avrebbe violato la regola contro la Trasfigurazione di cose che dovessero prendere fuoco. Un acido era un liquido e avrebbe prodotto dei fumi…
Ma quello non era un ostacolo per un pensatore creativo.
Harry appoggiò la sua bacchetta contro uno dei cardini di ottone della porta, e si concentrò sulla forma del cotone come una pura astrazione separata da qualunque cotone materiale, e anche sul materiale in sé separato dalla forma che lo rendeva un cardine di ottone, e fece fondere i due concetti insieme, imponendo la forma alla sostanza. Un’ora di allenamento in Trasfigurazione ogni giorno per un mese aveva portato Harry al punto in cui poteva Trasfigurare un soggetto di cinque centimetri cubici in poco meno di un minuto.
Dopo due minuti il cardine non era minimamente cambiato.
Chiunque avesse progettato l’incantesimo di chiusura di Draco, aveva pensato anche a quello. O la porta era parte di Hogwarts e il castello era immune.
Uno sguardo mostrò che le pareti erano di solida pietra. Così il pavimento. Così il soffitto. Non si poteva Trasfigurare indipendentemente una parte di qualcosa che era un unico solidale; Harry avrebbe avuto bisogno di provare a Trasfigurare l’intera parete, cosa che avrebbe richiesto ore o forse giorni di sforzo continuo, sempre che ci fosse riuscito, e se la parete non era contigua al resto dell’intero castello…
Il Giratempo di Harry non si sarebbe aperto fino alle 21. Dopo di che sarebbe potuto tornare indietro alle 18, prima che la porta fosse stata chiusa.
Quanto sarebbe durato l’incantesimo di tortura?
Harry deglutì con fatica. Le lacrime iniziarono a salirgli nuovamente agli occhi.
La sua mente brillantemente creativa gli aveva appena offerto il geniale suggerimento secondo cui Harry avrebbe potuto tagliarsi via la mano usando il seghetto nella cassetta degli attrezzi conservata nella sua borsa, cosa molto dolorosa, ovviamente, ma che sarebbe potuta essere meno dolorosa dell’incantesimo del tormento di Draco, poiché i nervi sarebbero andati; e aveva dei lacci emostatici nel kit di guarigione.
E quella sarebbe stata ovviamente un’idea orribilmente stupida che Harry avrebbe rimpianto per il resto della sua intera vita.
Ma Harry non sapeva se avrebbe potuto resistere per due ore sotto tortura.
Voleva uscire da quest’aula, voleva uscire da quest’aula ora, non voleva attendere lì urlando per due ore finché non avesse potuto usare il Giratempo, aveva bisogno di uscire e trovare qualcuno che rimuovesse l’incantesimo di tortura dalla sua mano…
Pensa! urlò Harry al suo cervello. Pensa! Pensa!

Il dormitorio Serpeverde era per lo più vuoto. Gli altri erano a cena. Per qualche ragione, Draco stesso non si sentiva molto affamato.
Draco chiuse la porta della sua stanza privata, girò la chiave, la serrò con un Incantesimo, vi lanciò sopra un Quietus, si sedette sul suo letto, e iniziò a piangere.
Non era giusto.
Non era giusto.
Era la prima volta che Draco aveva davvero perso, suo Padre l’aveva avvertito che perdere sul serio sarebbe stato doloroso la prima volta che fosse avvenuto, ma aveva perso così tanto, non era giusto, non era giusto che perdesse tutto la prima volta che avesse perso.
Da qualche parte nei sotterranei, un ragazzo che era davvero piaciuto a Draco stava urlando per il dolore. Draco non aveva mai ferito qualcuno che gli piacesse, prima. Punire persone che se lo meritavano sarebbe dovuto essere divertente, ma invece sembrava solo malato nel profondo. Suo Padre non l’aveva avvertito di quello, e Draco si chiese se fosse una dura lezione che chiunque doveva imparare crescendo, o se Draco era semplicemente debole.
Draco desiderò che fosse Pansy a urlare. Si sarebbe sentito meglio.
E la cosa peggiore era sapere che sarebbe potuto essere un errore far del male a Harry Potter.
Chi altro sarebbe stato dalla parte di Draco, ora? Silente? Dopo quello che aveva fatto? Draco sarebbe stato bruciato vivo, prima.
Draco sarebbe dovuto tornare da Harry Potter perché non c’era altro luogo dove andare per lui. E se Harry Potter gli avesse detto che non lo voleva, Draco non sarebbe stato niente, solo un patetico ragazzino che non sarebbe potuto mai essere un Mangiamorte, mai entrare nella fazione di Silente, mai imparare la scienza.
La trappola era stata preparata alla perfezione ed eseguita alla perfezione. Suo Padre aveva avvertito Draco più volte che ciò che si sacrificava in un rituale Oscuro non poteva essere riottenuto. Ma suo Padre non sapeva che i dannati Babbani avevano inventato rituali che non necessitavano di bacchette, rituali che potevi essere ingannato a eseguire senza saperlo, ed era solo uno dei terribili segreti che gli scienziati conoscevano e che Harry Potter aveva portato con sé.
Draco iniziò a piangere più forte, allora.
Non l’aveva voluto, non l’aveva voluto ma non c’era modo di tornare indietro. Era troppo tardi. Era già uno scienziato.
Draco sapeva che sarebbe dovuto tornare indietro a liberare Harry Potter e scusarsi. Sarebbe stata la cosa intelligente da fare.
Invece Draco rimase nel suo letto a singhiozzare.
Aveva già fatto del male a Harry Potter. Poteva essere l’unica volta in cui Draco sarebbe mai stato in grado di fargli del male e ora avrebbe dovuto tenere stretto quell’unico ricordo per il resto della sua vita.
Che continuasse a gridare.

Harry lasciò cadere i resti del suo seghetto a terra. I cardini d’ottone si erano dimostrati resistenti, neppure scalfiti, e Harry stava cominciando a sospettare che persino l’atto disperato di Trasfigurare acidi o esplosivi per aprire quella porta sarebbe fallito. La cosa positiva era che il tentativo aveva distrutto il seghetto.
Il suo orologio sosteneva che fossero le 19:02, con meno di quindici minuti alla fine, e Harry cercò di ricordare se ci fossero altre cose taglienti nella sua borsa che avevano bisogno di essere distrutte, e sentì che un altro accesso di lacrime stava per sgorgare. Se solo, quando il suo Giratempo si fosse aperto, avesse potuto tornare indietro e impedire
E fu allora che Harry capì quanto stupidamente si stesse comportando.
Non era la prima volta che era rimasto chiuso in una stanza.
La professoressa McGonagall gli aveva già detto il modo corretto di farlo.
… e gli aveva anche detto di non usare il Giratempo per questo genere di cose.
La professoressa McGonagall avrebbe compreso che questa occasione giustificava un’eccezione speciale? O gli avrebbe tolto del tutto il Giratempo?
Harry riunì tutte le sue cose, tutte le prove, nella sua borsa. Uno Scourgify si prese cura del vomito sul pavimento, sebbene non del sudore che inzuppava le sue vesti. Lasciò rovesciati i banchi rovesciati, non era una cosa abbastanza importante da valere la pena di farla con una mano sola.
Quando ebbe terminato, Harry diede un’occhiata al suo orologio. 19:04.
E poi Harry attese. I secondi passarono, quasi fossero anni.
Alle 19:07, la porta si aprì.
Il viso barbuto del professor Flitwick sembrava piuttosto preoccupato. “Tutto bene, Harry?” disse la voce stridula del Preside di Corvonero. “Ho ricevuto una nota che diceva che eri rinchiuso qui dentro –”

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