18 bis – Costruzione


Hephaestus Construction Corp
94B, Eliot Road
Kolkata 700016

Importante impresa di costruzioni edili ricerca personale per assunzione immediata con contratto di durata minima cinque anni o a tempo indeterminato.
Abbiamo posizioni libere per le seguenti figure professionali:
– Elettricisti e impiantisti
– Idraulici
– Posatori di rivestimenti
– Carpentieri
– Decoratori
È richiesta la disponibilità a lavorare all’estero, anche per periodi di tempo prolungati.

Se interessati, contattare il nostro ufficio personale telefonicamente al numero +(91)-33-55532565 o per e-mail all’indirizzo hiring@hephaestus.in

Calcutta, Lunedì 12 maggio 2025

Rajat e Raima entrano nel grande palazzo, chiaramente nuovo, nella zona degli uffici più importanti di Calcutta. La prima volta che Rajat è venuto qui, appena due settimane fa, si era sentito in soggezione all’idea di entrare in un ufficio così elegante lui, un povero artigiano posatore di mosaici.
È strano come ci si può abituare in fretta quasi a qualunque cosa: è il suo secondo appuntamento negli uffici della Hephaestus e a Rajat sembra la cosa più naturale del mondo entrare nella grande hall dai pavimenti di marmo e dirigersi al banco della reception: – Buongiorno, sono Rajat Majumdar e questa è mia moglie Raima, abbiamo appuntamento alle nove con il dottor Raychaudhuri.
Vengono fatti accomodare in una saletta, su quelle classiche poltroncine imbottite che si trovano in tutte le sale di attesa del mondo: all’apparenza comode, ma non abbastanza perché uno possa rilassarsi veramente. L’attesa è comunque breve, dopo pochi minuti vengono introdotti nell’ufficio del dottor Raychaudhuri, il responsabile dell’ufficio Human Resource della Hephaestus Construction.
A metà aprile Rajat aveva letto l’annuncio sul giornale e, dato che era disoccupato da qualche mese, aveva telefonato e fissato un appuntamento. Quel primo incontro, con una ragazza che si era presentata come Miss Singh, gli era sembrato un po’ strano, quasi più una chiacchierata amichevole che un colloquio di lavoro: lei gli aveva chiesto del suo lavoro, aveva parlato del fatto che l’azienda aveva bisogno di personale da mandare all’estero per un lavoro di diversi anni, gli aveva chiesto se aveva particolari difficoltà a imparare le lingue e si era informata sulla sua famiglia. Quando lui aveva detto che sua moglie era un’infermiera diplomata, la signorina Singh era sembrata favorevolmente colpita: – Nell’annuncio non c’era scritto, – aveva detto lei – ma abbiamo bisogno di personale anche per il nostro ospedale locale; pensa che sua moglie potrebbe essere interessata?
Naturalmente la prospettiva di trasferirsi per anni all’estero senza sua moglie era la cosa che più aveva preoccupato Rajat, quindi l’idea che potessero assumere anche lei lo attirava moltissimo e rispose subito affermativamente.
Dopo un’altra decina di minuti passata apparentemente a parlare del più e del meno, l’intervistatrice aveva fissato un appuntamento per lui e Raima con il dottor Raychaudhuri, la settimana successiva. Era stato solo dopo essere uscito che Rajat si era reso conto di una cosa: la gentilissima signorina Singh non aveva mai accennato al paese in cui avrebbero dovuto andare a lavorare.
L’ufficio del dottor Raychaudhuri è sobrio ed elegante, in perfetta armonia con il suo occupante. Alto più di un metro e ottanta, con i capelli grigi tagliati a spazzola, impersona perfettamente l’immagine del manager. Li accoglie con un sorriso: – Signor Majumdar, signora, prego accomodatevi.
Sfoglia per qualche secondo le pagine del fascicolo che ha davanti a sé, Rajat vede di sfuggita che sulla copertina c’è il suo nome, e poi si rivolge nuovamente a loro: – Molto bene, devo dire che lei ha fatto un’ottima impressione su Miss Singh; il rapporto sul vostro colloquio termina con la raccomandazione di assumere sia lei che sua moglie per il cantiere di Selenia.
– Ecco, dottore, – comincia Rajat un po’ esitante – questo è proprio uno dei punti su cui ci siamo fatti alcune domande: dove si trova esattamente questo cantiere, e quale sarebbe il trattamento economico?
– Le sue sono domande assolutamente lecite e, le dirò, previste. – Estrae dal fascicolo alcuni fogli: – Prima di rispondervi devo però chiedere che firmiate questo documento: si tratta di un non disclosure agreement, un impegno da parte vostra a non riferire a nessuno quello che verrà detto qui oggi, indipendentemente dal fatto che accettiate o meno il posto.
Rajat e Raima leggono con fatica le due pagine con un contratto bilingue in hindi e bengali e, alla fine, le firmano. Raychaudhuri approva soddisfatto: – Ben fatto! Chi firma senza leggere non sta prendendo sul serio quello che firma. Bene, adesso posso spiegarvi meglio chi siamo e cosa stiamo facendo; beninteso, tutto quello che sto per dirvi è confidenziale e coperto dall’accordo che avete firmato.
Si alza e fa qualche passo verso la libreria a parete alla loro destra, come per chiarirsi le idee: – Tanto per cominciare, la nostra ditta è una consociata di un gruppo multinazionale che sta realizzando una colonia in un territorio che non è rivendicato da nessuno Stato; questa colonia, Selenia, nasce in un certo senso come esperimento di un nuovo tipo di società, basata sull’uguaglianza e sull’eliminazione delle differenze sociali.
È Raima la prima dei due a cercare di interromperlo, ma lui la ferma con un gesto della mano: – Lo so, sembra uno di quei discorsi idealistici campati in aria, ma vi assicuro che abbiamo buoni motivi per ritenere di poter creare qualcosa di veramente diverso dal passato, anche se adesso non posso raccontarvi tutti i dettagli. Fatto sta, comunque, – continua – che Selenia è attualmente in costruzione e abbiamo bisogno di operai e artigiani per vederla crescere il più in fretta possibile.
– Ammesso che fossimo interessati alla cosa, – chiede Rajat – quali sarebbero le condizioni contrattuali e la retribuzione?
– Ah, sì. Il contratto è di cinque anni, eventualmente rinnovabile. Quaranta ore distribuite in non più di sei giorni alla settimana; nel caso della signora, in quanto infermiera, sono prevedibili anche turni notturni, per garantire il funzionamento dell’infermeria. La paga è di duemiladuecento dollari al mese, circa quindicimila rupie, – finge di ignorare lo sguardo sbigottito dei due, la cifra è almeno cinque volte superiore allo stipendio medio di un operaio a Calcutta – da cui verranno però detratti cinquecento dollari per vitto e alloggio, almeno per il primo anno. A partire dall’anno prossimo dovrebbero essere pronti i primi alloggi permanenti e una struttura commerciale che permetta di acquistare i prodotti alimentari in negozio, a quel punto cesserà la ritenuta e vitto e alloggio saranno a carico vostro.
– Quindicimila rupie al mese? – Chiede conferma Rajat con un filo di voce: – Per ciascuno di noi?
– Sì, certo. È il salario standard sia per un’infermiera professionale che per un operaio con il suo livello di specializzazione. Ah dimenticavo, un’altra cosa, l’assistenza sanitaria è completamente gratuita per tutti i dipendenti e per i loro familiari.
– E di quella cifra quanto resta dopo aver detratto le tasse? – Chiede Raima con spirito pratico.
– Dipende. – È la risposta: – Selenia non dipende da nessuno paese, potrebbe essere considerata di per sé uno stato sovrano, e non ci sono tasse sul reddito o sui consumi. Lo stipendio vi verrà pagato in contanti o con un versamento sulla Banca di Selenia, in dollari americani o rupie indiane a vostra scelta; se deciderete di trasferirlo tutto o in parte in un conto qui a Calcutta, probabilmente dovrete pagare qui le tasse sul reddito, a meno che non vi facciate registrare come emigrati residenti all’estero. La scelta è vostra.
Raychaudhuri tace per una decina di secondi, lasciando loro il tempo per digerire le nuove informazioni e pensa: – Prima la carota, adesso il bastone.
– Ci sono però alcune condizioni di cui vi devo parlare prima che prendiate una decisione. In primo luogo, dieci delle quaranta ore settimanali saranno impegnate in corsi di aggiornamento obbligatori; all’inizio saranno soprattutto corsi per insegnarvi la lingua ufficiale di Selenia, l’Esperanto, e non solo la frequenza è obbligatoria, ma anche il profitto: ci si aspetta che entro il primo anno siate in grado di capire, leggere e parlare l’Esperanto. Questo è essenziale in quanto la colonia accoglierà personale proveniente un po’ da tutto il mondo e sarà quindi necessaria la padronanza di una lingua comune.
– Credo che non sarà un problema, – risponde Rajat – sia io che Raima abbiamo sempre avuto una certa facilità con le lingue. Dopotutto abbiamo imparato abbastanza in fretta sia l’inglese che l’hindi, penso che con un po’ di impegno potremo imparare anche questo Esperanto.
– Molto bene, questo è lo spirito giusto. Il secondo punto riguarda una cosa a cui ho già accennato prima: a Selenia prendiamo molto sul serio il concetto di uguaglianza: sono proibiti e severamente puniti tutti gli atti di discriminazione basati su razza, paese d’origine, sesso o orientamento sessuale. Chiamare qualcuno finocchio o sporco negro o anche solo escluderlo socialmente perché di un’etnia o di una provenienza sbagliata è considerato un reato grave, punibile con una sanzione disciplinare o economica o, nei casi più estremi, il licenziamento e l’espulsione dalla colonia.
– Anche questo non mi sembra un problema, – conferma Raima – anche se certe abitudini sono dure a morire e forse a volte potrebbe scappare una parola di troppo… Ma sbaglio o parlando di discriminazioni non ha citato quella religiosa?
– È vero, e questo infatti è il terzo argomento di cui vi dovevo parlare: a Selenia le religioni organizzate non sono tollerate. Permettetemi di essere esplicito su questo punto: cosa una persona crede è affar suo, ma le religioni come strutture organizzate sono proibite, come anche l’ostentazione di simboli religiosi e il proselitismo. – Il tono di voce di Raychaudhuri, finora tranquillo e amichevole, si fa improvvisamente duro: – In particolare, è un reato gravissimo l’indottrinamento religioso dei minorenni, considerato alla pari dello stupro. Leggo che lei, signor Majumdar, ha detto a Singh che siete entrambi hindū; se questi divieti vi creano un problema è meglio che lo diciate subito, per evitare guai in futuro.
È Raima a rispondere: – No, dottore, non sarà un problema. Sia io che mio marito siamo nati e vissuti in una società hindū, e quindi ne facciamo parte culturalmente; ma non siamo mai stati particolarmente religiosi, volendo potremmo definirci agnostici. Da parte mia non ho nessun problema ad accettare questa legge, soprattutto considerando quanti problemi gli estremisti religiosi stanno creando qui in India.
– Non solo in India, signora. Americhe, Europa e Medio Oriente sono sempre più simili a una polveriera; sembra che l’unica risposta che viene data agli integralisti sia un integralismo opposto… E lei signor Majumdar concorda con sua moglie?
– Assolutamente sì. Ma, mi perdoni dottore, lei sa che non ci ha ancora detto dove si trova questa Selenia?
– Naturalmente, e c’era un buon motivo. – Risponde Raychaudhuri con un mezzo sorriso: – In primo luogo questa è l’informazione più riservata di tutte, quindi l’ho tenuta per ultima. E poi, la risposta è così poco credibile che se l’avessi detto all’inizio mi avreste preso per pazzo. Selenia è una colonia lunare.
Marito e moglie si guardano l’un l’altra, come per chiedersi se sono ancora in tempo a decidere che il serio dottor Raychaudhuri è completamente pazzo. Ancora una volta è Raima a riprendersi per prima: – Ma… I costi del trasporto fino alla Luna sono spaventosi! Come potete rendere autosufficiente una colonia lassù?
– Ecco, vedete, abbiamo i nostri mezzi. A questo punto però siamo in una situazione di stallo: se non accettate il contratto non posso dirvi di più ma, d’altra parte, non posso aspettarmi che prendiate una decisione definitiva senza conoscere tutto. La mia proposta è la seguente: ditemi se accetterete supponendo che io possa dimostrarvi che il progetto della colonia lunare è realizzabile ed è effettivamente in uno stato avanzato di realizzazione. No, – li interrompe – non è necessario che mi rispondiate subito, prendetevi tutto il tempo che volete. Nel caso, possiamo fissare un nuovo appuntamento fra qualche giorno.
Rajat e Raima si guardano negli occhi per quasi dieci secondi. Dopo oltre vent’anni di matrimonio non hanno bisogno di parlare per prendere una decisione importante: un rapido accenno con gli occhi ed è Rajat a rispondere: – Non è necessario, dottore, siamo d’accordo. Ci dimostri che è possibile e siamo con voi.
Raychaudhuri li guarda, come per accertarsi che abbiano capito bene e poi pronuncia alcune parole in una lingua sconosciuta. Rajat sente una breve corrente d’aria, come se qualcuno avesse aperto una finestra, si gira in quella direzione e resta di stucco: una sezione della libreria a parete è scomparsa e al suo posto c’è una porta che dà su un ambiente poco illuminato.
– Ecco, signori, di là da quella porta c’è Selenia.


Hanno attraversato il portale, Raychaudhuri ha spiegato loro che questo è il vero segreto di Selenia, la tecnologia del trasporto istantaneo a qualsiasi distanza, e adesso si trovano nell’immensa caverna del primo habitat, già completamente scavato ma ancora per la maggior parte spoglio.
– A Selenia usiamo l’ora di Greenwhich, – spiega – quindi adesso è ancora molto presto e non c’è nessuno al lavoro. Questa piazza in cui ci troviamo e gli edifici che la circondano sono il primo nucleo della colonia, quando saranno completati potranno ospitare circa millecinquecento persone e tutti i negozi e le strutture che vi aspettereste in un piccolo paese. È questo il lavoro per cui abbiamo bisogno di personale, costruire le case in cui vivremo.
Rajat guarda il pavimento su cui è in piedi: roccia nuda, zigrinata per evitare di scivolare. Guarda l’enorme caverna che si estende per centinaia di metri e pensa: – Sì, qui di lavoro ce n’è un bel po’ per un posatore di pavimenti…


Sono tornati sulla Terra, nel prosaico ufficio del dottor Raychaudhuri a Calcutta: – Bene, ovviamente vi ricordo che tutto quello che avete visto è altamente confidenziale! Siete ancora interessati?
– Certamente, dottore!
– Allora potete tornare tra due giorni e andare direttamente all’ufficio del personale a firmare i contratti. Vi spiegheranno anche come organizzare il trasloco delle vostre cose su Selenia e dalla settimana prossima potrete cominciare a lavorare. Benvenuti a bordo!

4 pensieri su “18 bis – Costruzione”

  1. Questo è il terzo capitolo in cui si dicono praticamente le stesse cose. L’unico punto in più è che stavolta si parla del divieto di religione organizzata. Un po’ poco, non trovi?

        1. no, il 18 non l’ho letto.
          Hai ragione, i colloqui di lavoro veri e propri sono solo due, questo e quello con l’architetta e sua moglie. Ma già la parte quando sono stati presi l’avvocato creatore di società e sua moglie medico era abbastanza simile, è lì che mi sono confuso.

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